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Marchionne il colpevole.

A sorpresa, Diego Della Valle, intervenendo con una nota durissima sulla vicenda dell’addio di Fiat a “Fabbrica Italia, non ha lesinato attacchi a John Elkann e Sergio Marchionne:

“Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l’Italia o la crisi (che sicuramente esiste): il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo amministratore delegato. Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate. Marchionne e Elkann hanno superato ogni aspettativa riuscendo, con alcune righe  a cancellare importanti impegni che avevano preso nelle sedi opportune nei confronti dei loro dipendenti, del Governo e quindi del Paese”.

Mi sento di condividere il pensiero del patron della Tod’s,  d’altronde già un anno fa esprimevo i miei dubbi sull’operato e sulle scelte del manager di Chieti (come si evince qui e qui). Marchionne, ha spesso preferito la “easy way” della delocalizzazione ad altri plan, finendo per snaturare il prodotto Fiat ed esponendo i lavoratori italiani a continue umiliazioni scaricando su di loro altrui colpe. Un vero “furbetto cosmopolita”.

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Auto in estinzione.

Come ampiamente prevedibile le vendite della auto in Italia nel mese di marzo 2012 sono crollate rispetto a 12 mesi prima di oltre un quarto del totale (-26,7%). Il nefasto vaticinio targato Sergio Marchionne si è manifestato in tutta la sua numerica, asettica asprezza: 138.137 nuove immatricolazioni sono un magro bottino se paragonate alle 188.495 del marzo 2011. In particolare, rileva il tonfo di Fiat che ha segnato il passo facendo registrare la peggiore performance su base mensile degli ultimi 32 anni: era dal lontano 1980 che la fabbrica torinese non scendeva cosi in basso. Se i dati assoluti non fanno di certo dormire sogni tranquilli all’AD Marchionne, le determinanti relative, se possibile, sono ancora peggiori. Rispetto a marzo 2011 la quota di mercato del Lingotto è passata dal 29,61% al 26,01%. Dati drammatici se si pensa che “secondo gli operatori – questo settore – che vale l’11,6% del Pil, contribuisce con il 16,6% al gettito fiscale nazionale e dà lavoro a 1.200.000 persone” (Corriere.it), ed anche le previsioni per il futuro sono funeree. L’economia reale stenta, schiacciata dal peso delle tasse…  Un bel effetto LTRO per le famiglie, per cortesia.

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