Archivi tag: Mario Draghi

FED: 3qe

Ben Bernanke, nella giornata di ieri ha annunciato che la FED acquisterà cartolarizzazioni di mutui per 40 miliardi di dollari al mese fino a quando le prospettive del mercato del lavoro statunitense non miglioreranno. Preoccupato dalle stime di crescita dell’economia americana riviste recentemente al ribasso e dalla stazionarietà del tasso di disoccupazione attorno all’8%, il presidente della Federal Reserve, sfruttando forse il rapporto inverso tra disoccupazione ed inflazione, ha promosso il terzo QE (quantitative easing), premettendo ad ogni modo che la politica monetaria non può rappresentare la cura di tutti i problemi economici. Immediatamente il cambio EUR/USD è balzato a cc. 1,31 ed anche i mercati europei hanno profittato della manovra americana dato lo scemare degli spread. Dopo Draghi, anche Bernanke ha risposto presente… Ora la palla passa alla politica troppo a lungo assente.

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Il crollo del reale.

Secondo i dati rilasciati dall’Istat, l’Italia si conferma fanalino di coda delle grandi economie del pianeta. Analizzando i documenti diffusi dall’istituto nazionale di statistica si evince che il prodotto interno lordo ha subito una variazione negativa dello 0,8% nel periodo aprile-giugno 2012 rispetto al trimestre precedente e del 2,6% nei confronti del secondo trimestre 2011. Entrambi i dati si sono rivelati peggiori dello 0,1% rispetto alle stime preliminari diffuse lo scorso agosto. I numeri rivelano impietosamente la realtà: sono crollati i consumi delle famiglia italiane (nel periodo in analisi si è registrata una flessione del 3,5% tendenziale e dell’1% congiunturale). Inoltre urge ricordare che complessivamente l’aria euro ha registrato un calo del PIL dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% tendenziale, risultati nettamente migliori rispetto a quelli fatti registrare dal belpaese. Dunque, se dal punto di vista dello spread, grazie all’operato di Mario Draghi, la situazione sembra essere migliorata nel confronto con le altre economie europee, continuano a latitare invece le tanto auspicate riforme interne atte a risollevare l’economia reale. Probabilmente, prima di menzionare un ipotetico Monti-Bis, sarebbe opportuno concentrarsi sul contesto reale dell’economia e sul significato, ora vuoto, del termine riforma.

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Immagini esclusive della farfallina di Belen

Vero Titolo: Liquidità illiquida

Giovanni Floris, nel corso della puntata di Ballarò del 14 febbraio, ha lanciato un servizio inerente i prestiti concessi dall’istituto governato da Mario Draghi agli istuti di credito europei, ricordando che “l’ Europa i soldi non li chiede solo, li da anche“. Dalla visione dello stesso si è potuto dedurre come dei  489 miliardi che la BCE ha messo a disposizione delle banche commerciali (di cui 40 destinati alle sole banche italiane), solo una minima parte ha raggiunto l’economia reale. Sulla questione è intervenuto lo stesso Draghi, giustificando l’aumento repentino dei depositi delle banche europee presso la BCE assumendo che: “Nell’insieme le banche che hanno preso a prestito denaro dalla Bce non sono le stesse che stanno depositando denaro nella deposit facility della Bce”.  Dal mio punto di vista, forse superficiale, l’azione delle banche è correlata all’aumento delle loro sofferenze, che secondo stime di BankItalia a fine novembre 2011 sono aumentate del 40%. Data la congiuntura negativa, le banche commerciali (in primis quelle italiane) si dimostrano restie ad immettere liquidità nel mondo reale in quanto considerato maggiormente rischioso e non remunerativo. Pertanto anche l’irrazionale perdita alla quale vanno incontro depositando denaro ad un tasso inferiore rispetto all’interesse al quale lo hanno preso in prestito dalla BCE, assurge a carattere razionale. Tra i due mali, si sceglie quello minore.

P.S. L’immagine ed il titolo sono puramente provocatori. Sono convinto che questo sarà l’articolo con il maggior numero di visite.

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