Archivi del mese: luglio 2012

Crisi, futuro e speculazione

Il Sole 24 Ore unitamente ad altre testate giornalistiche, nei giorni scorsi, ha dato ampio risalto al possibile default spagnolo: strana situazione per un paese che fino al 30 settembre 2010 poteva vantare la tripla A. E’ lecito chiedersi come siano potute peggiorare cosi tanto, in cosi breve tempo, le condizioni del debito iberico, assunto che i fondamentali economici del paese in questione non hanno potuto subire significative evoluzioni (o involuzioni) in un arco di tempo cosi ristretto. Che questa crisi sia frutto solo di una speculazione mirata a rendere accettabile (e giusta) agli occhi dei cittadini la de-sovranizzazione dei vecchi Stati a favore della creazione di un più forte ente centrale? La riposta non è cosi scontata, intanto… Ci attende un agosto di fuoco.

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Tremonti, globalizzazione e crisi.

L’origine della Crisi secondo Tremonti:

Giulio Tremonti: «A partire da… dalla fine degli anni ’90, e poi in questo secolo, un gruppo di, diciamo di Illuminati, banchieri diventati statisti, politici diventati pensatori economici, falsi profeti, hanno predicato i benefici, il mito del XXI secolo, la globalizzazione, la cornucopia, l’età dell’oro. Tutto si è basato sulla divisione del mondo, la divisione prima del mondo in due parti: l’Asia, produttrice di merci a basso costo, e l’America e l’Occidente, importatore e consumatore di queste merci a debito. Tutto è stato messo in piedi con la tecno-finanza, con le banche, che non hanno più fatto il mestiere antico che hanno sempre fatto le banche, prendere denaro sulla fiducia e prestare denaro a proprio rischio, hanno impacchettato i prodotti, li hanno venduti e li hanno ceduti a terzi. Il meccanismo della tecno-finanza, che ha finanziato la globalizzazione, è saltato. Non solo: non ha funzionato in sé. Non potevi fermare il mondo, ma non eri autorizzato. Solo dei pazzi Illuminati – se vuole le dico anche i nomi italiani, ma è meglio di no – hanno pensato, governando gli anni ’90 e poi dopo, che il mondo potesse essere forzato: processi che avrebbero occupato giustamente decenni e decenni sono stati fatti in un decennio. Ma lei pensa che sia normale un mondo in cui, di colpo, un miliardo di persone, che stavano in Asia, passa dal circuito chiuso della loro vita al circuito aperto del mercato, dall’auto-consumo – andavano nel bosco a fare un po’ di legna andavano…».

Michele Santoro: «Ciotola di riso, pezzettino di carne…».

Giulio Tremonti: «Di colpo… di colpo, un miliardo di persone si è messa a consumare come noi, insieme a noi, magari un po’ di meno, ma nessuno nega a tutti il diritto a stare un po’ meglio, ma è stata una pazzia, e va contro loro stessi, averlo fatto di colpo, in pochi anni. Cambiato il mondo, deve cambiare il governo del mondo: noi, ma questo non sta… – su Travaglio. Noi pensiamo alcune cose per l’Italia, ma pensiamo che la politica per il nostro Paese si fa, se il disastro è globale, la politica non può essere più locale. Noi pensiamo a un nuovo accordo tra i grandi Paesi del mondo. Quando cade il Muro di Berlino, il mondo evidentemente cambia. È il Big Bang della Storia. Tutta la geografia, che prima era bloccata, diventa una grande geografia…».

Michele Santoro: «Sì».

Giulio Tremonti: «… piana. E non puoi fermare quel processo, ma puoi evitare che sia troppo accelerato. Un gruppo di pazzi Illuminati, tra virgolette “gli Illuminati”, che hanno governato il mondo dagli anni ’90… Il W.T.O. l’accordo mondiale che libera il mondo, è dell’aprile del ’94, a Marrakesh, in Marocco. C’era la terza via di Clinton, c’erano enormi interessi commerciali. In Italia, si candidava a governare… Bertinotti studia bene, predica bene, ma frequenta male. Gli Illuminati, che hanno determinato il mondo, sono nel suo governo. Per conto dell’Italia, erano Prodi, Ciampi, era Padoa-Schioppa, era il vice-presidente di Prodi, che era, in quegli anni, Veltroni. Se uno va a vedere gli scritti di questi signori sulla globalizzazione, sui benefici che avrebbe portato… Allora, non puoi fermare il mondo, ma devi evitare di accelerarlo troppo. La pazzia politica, di cui tutti negano la responsabilità, è stata di questa gente, in quegli anni, in quegli anni, e adesso arriva il conto».

Michele Santoro: «Quando Berlusconi incontrava Bush, glielo diceva che se la globalizzazione non si…».

Giulio Tremonti: «… La follia è stata quella, stanno male tutti: stanno male in Asia e stanno male i nostri qua. Ma ci vuole qualcuno che dica… che vada in televisione dica “Ho sbagliato”, non quelli che hanno sbagliato, che hanno causato la crisi, ci vengono a dire che hanno la soluzione. No. Sono la malattia, non sono la cura».

Michele Santoro: «Va bene, fermiamoci qui»
Scevri da ogni qualunquismo, è lapalissiano che il processo di convergenza dei mercati mondiali sia stato realizzato in tempistiche eccessivamente ristrette. Risultano pertanto, in larga parte, condivisibili le parole dell’ex ministro dell’economia Italiano.

Verrebbe da dire: “Chi va piano va sano e va lontano

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