Archivi del mese: giugno 2012

Pil e crescita.

Nella lettura del libro “Il Divario Nord – Sud in Italia: 1861 – 2011” di Vittorio Daniele e Paolo Malanima, mi sono imbattuto in questo interessante grafico, che meglio di tante parole, sintetizza l’annoso problema che ha attanagliato (e continua ad attanagliare) il nostro paese negli ultimi 15 anni. L’atavica mancanza di crescita.

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Stati uniti d’Europa.

La sfida di questo Vertice europeo e’ ora più che mai prima, segnalare, in un modo chiaro e concreto, che stiamo facendo tutto ciò che e’ richiesto per rispondere alla crisi”: lo scrive il presidente Herman van Rompuy nella lettera di invito ai leader europei per il consiglio Ue di domani e venerdì. Primi timidi segnali di schiarita all’orizzonte… “Verso un’autentica Unione Economica e Monetaria” da raggiungere attraverso una maggiore integrazione di banche, politiche di bilancio e politiche economiche in Europa, specialmente nell’area euro, da attuare accanto a rafforzamenti della legittimazione democratica sulle decisioni centralizzate, mediante maggiori coinvolgimenti del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali. Tra i temi caldi, al centro del vertice, anche il potenziamento delle funzioni della Banca Centrale (diverrà prestatore di ultima istanza?) e del fondo salvastati. Lungi dall’uso di tecnicismi appare evidente come, anche i capi dei governi nazionali si stiano rendendo conto che la risoluzione della crisi debba necessariamente originarsi dalla cessione della sovranità statale ad un unico ente centrale competente in materia fiscale oltre che da un ripensamento della struttura della BCE. Il dado è tratto e Merkel permettendo, presto o tardi, si arriverà alla Costituzione degli Stati Uniti D’Europa. Tuttavia, non è da escludersi aprioristicamente che nel lungo termine, la cura possa rivelarsi peggiore del malanno. Un’Europa modellata sull’esempio americano significherà molto probabilmente maggiori squilibri tra nord e sud, oltre che un eccessivo accentramento del potere decisionale nelle mani di pochi NON eletti. Il fu Stato.

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Recessione ed espansione.

“Ogni volta che qualcuno taglia la sua spesa, sia come individuo, sia come Consiglio Comunale o come Ministero, il mattino successivo sicuramente qualcuno troverà il suo reddito decurtato; e questa non è la fine della storia. Chi si sveglia scoprendo che il suo reddito è stato decurtato o di essere stato licenziato in conseguenza di quel particolare risparmio, è costretto a sua volta a tagliare la sua spesa, che lo voglia o meno.”

Una spirale perversa che prende il nome di manovra recessiva,efficacemente esemplificata  dalle parole di Keynes, attanaglia allo stato attuale il nostro paese. Scevri da qualunque considerazione politico-partitica occorre notare come alle misure di austerità non siano seguiti provvedimenti atti a stimolare la crescita. La deflagrazione della crisi è stata attutita principalmente dai prestiti concessi dalla BCE alle banche europee al tasso dell’1%. Costituzionalizzato il pareggio di bilancio, secondo l’ultimo Def del FMI questo non verrà raggiunto prima del 2017, e la previsione rischia persino di peccare di ottimismo dato che ,secondo quanto emerge dal G20 Cannes Summit Final Compliance Report, “l’Italia non ha rispettato il suo impegno all’adozione di un approccio differenziato fra consolidamento fiscale e stimolo alla crescita“. Forse una manovra espansiva una volta riorganizzato portata a compimento una riforma strutturale nazionale potrebbe rappresentare un’ alternativa? L’Europa, ligia ai rigore tedesco, ci preclude la possibilità di rispondere alla vexata quaestio.

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Il testimone: non posso, non voglio e non devo dimenticare.

In occasione della partecipazione di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, alla seconda edizione di Trame, opinabile “evento culturale dedicato ai libri sulle mafie” che si terrà dal 20 al 24 giugno 2012 a Lamezia Terme, ho pensato di condividere con i (pochi) lettori di questo blog un brevissimo ma significativo estratto della sua più celebre trasmissione: Il Testimone. Esempio di buona tv, questa serie è andata in onda per 4 stagione su Mtv. Con la sua irriverenza ed eterna fanciulezza Pif riesce a trattare anche i temi più ostici, senza perdere di vista l’obiettivo divulgativo della sua trasmissione, adempiendo pienamente alla mission informativa che si propone di raggiungere.

“Di solito quando si è ragazzi si vuole cambiare il mondo, ma poi crescendo si dimentica di farlo. Ci si adegua” (Pif)

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il da(t)o è tratto.

Al contrario di quanto i media classici stanno pomposamente instradando nella co(no)scienza collettiva ritengo che il risultato delle elezioni greche ricopra un peso scarsamente rilevante all’interno dello scacchiere economico – finanziario europeo; nella migliore delle ipotesi potrà solo rallentare l’ acuirsi della crisi. 

Alea iacta est.

Diversi analisti concordano che nel prossimo trimestre i mercati saranno dominati dalla paura, che avrà come risultato il crollo del valore dell’euro nei confronti del dollaro e dello Yen (più difficilmente nei confronti del Franco Svizzero), oltre ad una netta caduta del Ftse Mib. Quanto acuto possa essere il declino, dipenderà in parte, da un nodo ben più significativo rispetto al dopo elezioni greco: la situazione della banche spagnole.

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Italia – Spagna, calcio e non solo.

L’incontro calcistico tra Italia e Spagna in occasione dei campionati europei che si stanno svolgendo in Polonia ed Ucraina, ci è parsa l’occasione propizia per operare un confronto tra la situazione economica – finanziaria dei due paesi:

Italia Spagna
Rating (Fitch) A- BBB
Rating (Moody’s) A2 A3
Rating (S&P) BBB+ BBB+
Tasso disoccupazione giovanile 35,9% 52,1%
Rendimento Govt Bonds 10 YR 5,772% 6,216%
Tasso Inflazione HICP Aprile 3,681% 1,977%
Deficit – Pil (2011) 3,9% 8,5%
Debito/Pil (2011) 120,1%  66% (aggiornato al 3T 2011)

Dai dati in esame, non certo esaustivi, emerge chiaramente il disagio dei contendenti. Nella lotta per il passaggio al turno successivo, l’Italia è in vantaggio di strettissima misura, nonostante una partenza ad handicap. Protagonista principale della rimonta il governo Monti, che in pochi mesi ha recuperato lo svantaggio del proprio paese sul fronte spread nel confronto Btp – Bonos. Attenzione però al rischio, molto quotato dai bookmakers, che impantanati nelle loro traversie,  né un paese né l’altro riescano ad accedere alla fase successiva.

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