Archivi del mese: marzo 2012

Amazon e le piccole idee (forse) vincenti.

Amazon svela il Kindle Touch 3G con internet gratis in tutto il mondo. In Italia dal 27 aprile“. Idea geniale dell’ex Cadabra.com, che basandosi su una offerta realmente innovativa, mira a guadagnare considerevoli fette di mercato, fin’ora solo potenziali. Abolendo i costi di connessione e di download, Amazon dirocca uno dei maggiori deterrenti all’acquisto di un E-Book reader da parte del grande pubblico.  Mutuando un modus operandi che fu proprio del primo Steve Jobs, la società di Seattle punta sull’ avvenenza dell’immediatezza, della semplicità d’uso, sull’All – Inclusive.  Prova, acquista, usa. Semplice. Geniale. Se concorrenza ad iPad ci sarà (anche se operano su 2 segmenti diversi), il beneficio sarà solo dei consumers. Questo è marketing, buon marketing.

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L’ingiustizia globalizzata

Il crescente e dominante potere esercitato sulla politica dalla finanza, a lungo sopportato e supportato da eminenti onorevoli ovvero farfuglianti politicanti, radica il suo credo su un patto illusorio, su un equilibrio instabile. (Dis)Equilibrio scaturente dall’egemonia capitalista finanziaria, capace di muovere mari e monti. Alla finanza il mondo, al mondo (solo alla parte più informata) crescente ricchezza. Ricchezza basata sul debito. A chiunque le regole sono imposte, eccetto alla finanza, che se le (auto) impartisce. Data la loro competenza tecnica, le regole della finanze le scrivono e propongono gli esperti di finanza stessi. Il re che coincide con il suddito non si cura dello schiavo, che percosso dalla frusta del passivo, porta il peso del debito altrui. Il debito di chi ha gestito lo straordinario con mezzi ordinari, sfidando le leggi di Crono, queste si, infallibili. Perché i debiti prima o poi si devono saldare, ma a pagarli spesso non è chi li contrae, ed il diniego di questa regola è derivato della globalizzazione. Per rimanere a galla, tutti devono saldare, alienare quota parte della vita, diversamente il sistema paese palesa scarsa competitività e nella palude affonda inesorabile. La finanza cosi inabissa il diritto e ci ricorda che la giustizia oggi si basa sui conti. L’ingiustizia globalizzata.

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La mela magica che rende ricchi.

All’ incirca 2 mesi fa, l’11 gennaio, scrivevo che “Goldman Sachs ha rivisto al rialzo di 20 dollari il prezzo obiettivo per azione di Apple (da 530 a 550). In borsa l’azienda di Cupertino,dopo qualche mese di leggera flessione, ha ripreso a volare, portando le sue azioni al valore di 421,57 dollari“. Il susseguirsi degli eventi ha, però, reso queste considerazione molto più datate di quanto non dia a vedere la data di pubblicazione . E’ di pochi giorni fa, un interessante studio del Finacial Times che partendo dall’analisi dell’andamento delle azioni della Mela Morsicata ha quantificato il costo opportunità di un investimento alternativo all’acquisto del primo iPod (datato 2001) in azioni. Chi 11 anni orsono avesse rischiato, investendo 399 dollari in azioni Apple (tale era il costo del primo iPod) oggi si ritroverebbe con un bel gruzzoletto di 26 mila dollari, e non è finita qui: molti analisti sono pronti a scommettere che l’attuale valore azionale pari a 608 USD, ben presto verrà sonoramente superato. La domanda che si pone ora non può essere che la seguente: meglio acquistare un iPad o investire il corrispettivo in borsa, scommettendo ancora sulla magia californiana? Un investimento del genere, questo si, sarebbe  un degno  Think different– pensiero

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Off-topic: Il dilemma del porcospino

Esco off – topic per rendere noto un dialogo a me molto caro:

– Conoscete il racconto intitolato “il dilemma del porcospino?”

Il porcospino avrebbe voluto fare amicizia con il prossimo, ma quando si avvicinava a un suo simile entrambi si ferivano con gli aculei che coprivano i loro corpi. Lo stesso capita ad alcune persone. In fondo al loro cuore sono spaventate dal dolore che potrebbero provare e questo le rende fredde e riservate. Crescere è un continuo avvicinarsi e allontanarsi l’un l’altro, finchè si trova la distanza giusta per non ferirsi a vicenda.

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Ci sorridono i Monti

L’ennesimo attestato di stima all’operato di Monti arriva da Josè Manuel Barroso. “L’Italia sta sta mostrando la strada da percorrere e il sostegno dell’Italia sarà importante per tutti noi“, ha affermato il presidente della Commissione Europea ribadendo che il nostro paese “si è avviato verso un processo di riforme globali per risanare le sue strutture in un progetto ambizioso volto a guadagnare la fiducia dei mercati e degli investitori”. Infine Barroso ha voluto congratularsi anche con i cittadini italiani “per la saggezza dimostrata perché hanno capito che le riforme sono necessarie, indispensabili, affinché l’Italia ritrovi la fiducia degli investitori esteri”. Argomentando a proposito di fiducia dei mercati e degli investitori, non si può prescindere dall’analisi dello spread, ora costantemente inferiore a quello spagnolo. Se la picchiata dei rendimenti non è imputabile unicamente all’operato del governo (ma deriva anche dalle azioni della BCE), indubitabilmente il confronto con il rendimento dei bond decennali spagnoli ci rinfranca sulla bontà delle scelte operate del governo tecnico. Well Done, i Monti ci sorridono.

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Default o non default?

Sono state necessarie 7 ore affinché l’Isda (International Swaps and Derivatives Association) decidesse all’unanimità di classificare la ristrutturazione del debito  Greco come credit event, facendo cosi scattare il pagamento dei cds, e permettendo  al settore di conservare credibilità residua. Nel pomeriggio la Grecia aveva inoltre attivato le clausole di azione collettiva (Cac)  per mezzo delle quali aveva obbligato larga parte dei privati possessori di bond ad “accettare” lo swap sul debito. In sintesi la Grecia ha certificato il suo fallimento (ordinato). I suoi creditori non riceveranno quanto prestato e Ficht ha provveduto immediatamente all’ennesimo downgrade del rating ellenico portandolo a: Restricted Default.
Default…Parziale.

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A proposito di fuga di cervelli

Senza dubbio interessante è l’ odierno articolo del “Il sole 24 ore” inerente la situazione occupazionale – analizzata corso per corso – dei laureati a 10 anni di distanza dalla discussione della tesi. A corredo della tabella è utile ricordare che (citando l’articolo in questione) “I numeri sono tutti in flessione, e riflettono le dinamiche vissute nella prima fila della crisi occupazionale, quella dei giovani in cerca di primo impiego o comunque nei passi iniziali della propria carriera. Il tasso di occupazione a un anno dal titolo, fra gli studenti arrivati alla laurea nel 2010, è del 68,6% per chi ha un titolo triennale, con una flessione di 9 punti percentuali rispetto a quattro anni fa, e del 56,8% fra chi ha conseguito una laurea specialistica (in questo gruppo il dato è sempre più basso perché non considera tirocini, praticantati, dottorati o scuole di specializzazione, ma il confronto con il 2007 mostra comunque un -8%).” … A proposito di fuga di cervelli.

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Il rischio del liquido illiquido 2

La maxi asta della Bce, prevista per il 29 febbraio, ha assegnato a 800 istituti di credito 529 miliardi di euro al tasso dell’1% a 36 mesi. Secondo “il Sole 24 ore” le banche italiane hanno fatto domanda per oltre 100 miliardi. Di questi, Intesa Sanpaolo ne ha chiesti 24, UniCredit poco meno di 12,5 Ubi Banca 6, Banco Popolare 3,5. La bontà dei dati elencati può essere dedotta in via indiretta anche dall’analisi dello spread Btp-Bund sceso sotto il 3,10% correlatamente al rendimento del bond Italiano da 10 anni, approdato per la prima volta da agosto, sotto la soglia del 5%. Segnali incoraggianti… Ma non per tutti. L’operazione LTRO (Long term refinancing operation) non sembra aver suscitato i favori del presidente della Fed Bernanke. I diversi distinguo sono alimentati dalle varie relative convinzioni. A mio parere, è necessario profittare dell’attenuazione della pressione sugli spread, frutto della maxi immissione di liquidità, per continuare nella strada inaugurata dal governo Italiano, non cullandosi su effimeri allori. La via del risanamento, passa anche attraverso la concessione di credito alle PMI e più in generale all’economia reale, la liquidità non deve nuovamente rivelarsi illiquida.

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